Prometto di… abbracciarti

Noi promettiamo di AMARCI fedelmente, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia e di SOSTENERCI l’un l’altro tutti i giorni della nostra vita.

Ecco questa è la formula del Rito del Matrimonio che abbiamo scelto (che ho scelto io, in realtà, e poi ho proposto a Francesco).

Mi è piaciuta perché si deve pronunciare insieme. Ma non solo. Ti spiego.

Dopo che lui e io ci eravamo chiesti vicendevolmente se avremmo voluto unire la nostra vita con quella dell’altro, abbiamo pronunciato questa promessa… che è davvero impegnativa.

“di AMARCI fedelmente, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia

e di SOSTENERCI l’un l’altro tutti i giorni della nostra vita”

Se mi ricordo un po’ di analisi del periodo, in questo caso le frasi subordinate alla principale sono due, coordinate tra loro: “di amarci” e “di sostenerci”.

Mi piaceva che dichiarassimo pubblicamente il modo in cui abbiamo promesso di amarci:

FEDELMENTE.

Non è una promessa facile, onestamente. Ma è molto chiaro in che modo abbiamo promesso di amarci tutti i giorni della nostra vita: con fedeltà.

Davanti, io so che avremo una vita fatta di alti e bassi e che i bassi dovranno sempre essere vissuti ricordando questa promessa fatta davanti a noi due, ai genitori, alle sorelle, agli amici, a Dio.

Ma qui entra in gioco la seconda subordinata: noi promettiamo anche di SOSTENERCI l’un l’altro.

Nessun’altra formula del Rito del Matrimonio usa il verbo “sostenersi”. Esiste la formula con “onorarsi“, sì quella famosa. Ma non credo che nel 2019 usiamo il termine “onorarsi” esattamente come lo intendevano quando è stata formulata quella frase del rito.

Avete mai sentito dire in una dichiarazione d’amore: <ti onoro per sempre baby>?! XD

Il termine “onore” – nel bene o nel male – non è più usato nel registro delle relazioni amorose, anzi, quando usato oggi (forse) ha un contesto di utilizzo per lo più legato alla politica, alla lealtà partitica o etica personale.

Che poi al corso dei fidanzati ci abbiano spiegato cosa significasse quel “onorarsi” e che quindi nel contesto giusto abbia effettivamente un BELLISSIMO significato, non mi ha convinta comunque ad usarlo nel Rito del MIO Matrimonio. Perché non era quello che ci tenevo a promettere e sottolineare davanti a Dio e Francesco.

“Sostenerci l’un l’altro” mi fa pensare ad un abbraccio. Il fatto che nelle sue braccia io mi senta sostenuta: non “compressa”, non “completa”, non “finita”, non “esaurita”.

Mi sento più serena, più consapevole, più libera.

E prometto di sostenerlo, di abbracciarlo tutti i giorni della mia vita.

Sostenerci vorrà dire darsi la mano anche quando saremo tristi, anche quando avremo dei vuoti dentro incolmabili.

Sostenersi anche quando non riusciremo a camminare, a pensare, ad agire.

Noi il 31 agosto lo abbiamo promesso. Anzi, io oggi glielo prometto oggi come per tutti i giorni della *mia vita.

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