Vivere con una sorella disabile ❣

Questa foto è del 2000 o giù di lì, io e mia sorella Manuela abbiamo sette anni di differenza lei quindi doveva avere poco più di 15 anni in questo scatto 🙂

In realtà non so cosa tu ti aspetti da questo articolo, su Instagram avevo chiesto se preferivate leggere prima questo o quello sul mio funerale ideale ed ha vinto questo qua… ma ora che ci penso è difficile scriverlo. Da dove parto?

Allora, intanto avete capito che lei è la primogenita e quindi la sorella maggiore. E’ inusuale credo, pensare di avere una sorella maggiore che devi tenere a bada, come sorella minore o di mezzo. Ma per me è normale che sia così, sono nata che questa era la vita: nella mia famiglia c’è una persona disabile. Non ragioni mai su “come sarebbe stato diverso se..”, se nasci pensando che questa è la normalità. Ti sei mai chiesto come sarebbe la tua vita se tua mamma fosse in carrozzina? Boh, forse sì, ma alla fine che senso avrebbe pensarci? Piuttosto uscirebbero affermazioni banali come <eh sarebbe diverso> oppure <eh sarebbe più/meno facile>. Inutili.

Perciò la mia normalità è qualcosa che, per te, forse, non è normale. Ogni normalità è bell’ a mammma soja.

Ma cosa è normale? Cosa è anormale? Cosa è disabile? Cosa è abile?

E’ banale, lo è, dire anche che tutto è relativo. Forse pensi che questo articolo che ti può interessare contenga qualche informazione su di me o qualche lezione di vita? Questo articolo vuole farti capire che non c’è nulla di diverso ad avere una sorella disabile. 

Probabilmente chi ha fratelli o sorelle appena nati sa benissimo cosa si prova ad avere una sorella disabile. E’ come avere un neonato perennemente, non è poi la fine del mondo, siamo stati tutti neonati, tutti hanno cresciuto un neonato.

Ma perché allora è così  D I V E R S O ?

Perché mamma quando camminavamo per strada quel bambino ha guardato male mia sorella?

Perché papà la manu non va in classe con i suoi compagni e sta nel corridoio a scuola?

Perché nonna siamo tutti obbligati ad andare a messa ma la manu rimane a casa?

Da quando ero bambina mi hanno spiegato che la manu è un angioletto e che Dio ha messo un pezzo di Lui in lei. Rido e mi commuovo a pensarlo. Non me la sono mai presa con Dio, per me non è mai stato un discorso di “ingiustizia”. Mai. Appunto, perché ci sono nata, non mi/le è capitato dopo. Questa è la mia storia e ogni famiglia o persona coinvolta in questo tipo di situazioni ha la propria.

E’ così diverso perché non tutti sono abituati a questa normalità, non tutti i genitori spiegano ai bambini che è normale, non tutti sono stati a contatto con una persona disabile o handicappata, che dir si voglia.

La prossima volta che incroci una persona disabile, pensa solo che è semplicemente una persona. Tutti abbiamo dei problemi, io quanto la manu, è la vita (che stoica che sono xD). Non per questo devi avere paura di avvicinarti, fare domande, salutarla, prenderle la mano, guardarla. Magari dirai: “Eh Michela la fai facile!” oppure “Che luogo comune”… Ma non so che altro dirti, se non l’onesta verità.

Accettazione e comprensione. Compassione se vuoi, immedesimazione.

 

 

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